Emozione e commozione. io, Pippo, Donatella e Angela siamo stati vicino agli aquilani in questa grande commemorazione. La cosa che più ci ha colpito è il grido forte di richiesta di giustizia, ma ancora prima gli interventi hanno sottolineato che in Italia queste tragedie si lasciano accadere per poi correre a raccogliere i morti, ma non si fa nulla per intervenire prima, anche per favorire gli sciacalli speculatori. Mentre arrivavamo, prima di entrare nel centro, ci hanno colpito molto le c.a.s.e. di Silvio, che a prima vista sono una sorta di casermette, sono tante, sono dappertutto, un'inchiesta di raitre (presa diretta) ci ha svelato che sono costate l'ira di Dio, più del doppio di altre soluzioni possibili, ma come tutti sappiamo con Bertolaso non si è badato a spese, e soprattutto nessuno ha coinvolto i diretti interessati nelle scelte, i milioni di euro sono passati sopra le teste degli aquilani e dei loro morti. C'erano anche i familiari delle vittime di Viareggio, del rogo della Thissen, e il papà che ha perso una bimba di 6 anni nel terremoto di S. Giuliano che, mentre raccontava di aver perso sua figlia sotto la scuola crollata, mi veniva una stretta alla gola, avendo io stesso una figlia che va alle elementari non oso nemmeno pensare cosa si possa provare nel perdere la propria creatura.
sabato scorso sono stato a Pescara alla presentazione del libro "il caso Genchi", oltre a Gioacchino c'era anche Salvatore Borsellino, la sala era gremita all'inverosimile. Incontro interessante e coinvolgente. Genchi sta girando l'Italia portando la sua testimonianza e consiglio a tutti di andarlo ad incontrare, si troveranno di fronte un "uomo libero" (come lui ama autodefinirsi) che può dare una chiave di lettura diversa e parallela sugli ultimi decenni della storia del nostro paese; difficile controllare la commozione quando parla del dopo strage di via D'Amelio, la sua diretta testimonianza è agghiacciante, anche per gli ostacoli che si trovò davanti nelle successive indagini. Le sue parole svelano infine che molti personaggi che ancora oggi sono dentro le istituzioni e affollano i salotti televisivi, hanno fatto parte del "fuori scena" della politica, di quello che a noi comuni mortali non è mai dato sapere. Genchi è un fiume in piena, e quando parla il suo libro di circa mille pagine lascia tutti esterrefatti dicendo che ciò che ha pubblicato è solo una minima parte di tutto il materiale scottante.
Ieri ho voluto dedicare un pensiero a mio padre, da poco scomparso, e a Salvatore Borsellino (foto sopra scattata da me a Giulianova), per ciò che rappresenta e per l'opera di informazione che fa da tempo, girando l'Italia, facendo convegni, incontri e manifestazioni. Oltre al fatto di essere fratello di Paolo, ucciso nel 1992 sotto lo spettro della trattativa stato/mafia, è una persona degna di infinita stima, è uno che, quando parla, si rivolge alla tua coscienza, alla tua anima, e non puoi restare indifferente. Pubblico di seguito la mail che gli ho mandato con la relativa risposta, che la redazione del sito 19 luglio 1992 ha poi deciso di pubblicare, rendendomi oltremodo orgoglioso:
la mia mail: "Carissimo Salvatore, nell'augurarle delle felici festività, voglio esprimerle la speranza che nel 2010 possano finalmente venir fuori le verità sulle stragi, nonostante l'ostruzionismo del sistema politico/mediatico/mafioso, tolte ovviamente le solite eccezioni, ne ha il diritto lei e la sua famiglia, e ne abbiamo il diritto tutti noi onesti cittadini. Mesi fa sono venuto all'incontro con lei a Giulianova (piazza Belvedere), mi ero portato papà; con mio padre non ho mai partecipato a niente di particolare, ma quella sera ho voluto portarlo a sentire le sue verità, visto che lui si informava solo tramite TV, poi lui mi disse: "ma se le cose stanno così, possibile che nessuno fa niente? e io gli risposi che proprio lì il discorso si infrangeva: contro il conflitto di interessi di Berlusconi. Ora mio padre non c'è più, un'emorragia cerebrale se l'è portato via molto in fretta, è morto il 25 aprile 2009, proprio mentre Berlusconi sproloquiava sul valore della liberazione e riabilitando anche la dignità di coloro che hanno combattuto dalla parte sbagliata, concetto per me assurdo ..... destino beffardo. Il giorno del no B day non potevo venire perchè non avevo ferie disponibili, perchè la nostra fabbrica è in amministrazione straordinaria, e tempo fa ce le ha fatte consumare tutte per poter accedere alla cassa integrazione; allora il 5 dicembre ho fatto la mia donazione avis e (ovviamente non potevo sostenere la fatica di un corteo) ma con il giorno di riposo mi sono messo davanti alla diretta di rainews24, e ho assistito al suo discorso insieme alla mia compagna (conviviamo con una figlia) e ci siamo commossi, mi rivengono i brividi anche ora che sto scrivendo, e mi sono molto avvilito poi vedendo che nessun telegiornale ha avuto il coraggio di farne sentire un estratto, ci voleva proprio molto coraggio. Ancora auguri a tutti voi, nella speranza che qualcosa stiambiando. "
Massimo Paglino
risposta della redazione: "Ho girato la tua mail a Salvatore. Poi vorrei dirti due parole. Proprio stasera Massimo, pensavo a mio padre, che non ho avuto la fortuna di conoscere. Ero troppo piccolo quando è morto e ogni giorno che passa (ho 40 anni) mi manca sempre di più. La tua mail mi ha fatto piangere. Ho “sentito” quel momento che racconti e l’ho fatto mio. Un abbraccio Tanti cari auguri di un buon Natale. Grazie di esserci vicini. Grazie di Resistere insieme a noi. " Angelo
risposta di Salvatore
Caro Massimo, ti rispondo con ritardo perchè, almeno a Natale, ho voluto tenermi un po' lontano dal computer. Sapere che nonostante l'ostruzionismo dei media il messaggio di Paolo che cerco di fare arrivare a tutti riesce lo stesso ad arrivare mi fa davvero tanto piacere e mi da la forza per riuscire a proseguire su questa strada che diventa spesso impervia e difficile ma chè diventata la mia ragione di vita. Continuo a coltivare la speranza che la spessa coltre nera che oggi copre il cielo del nostro paese possa presto dissiparsi e il sole della Verità e della Giustizia possa di nuovo illuminare questo nostro disgraziato paese. Ti abbraccio insieme alla tua compagna e a vostra figlia, con tanto affetto Salvatore
L'intervento più intenso, toccante e duro è stato senz'altro quello di Salvatore Borsellino, che non ha usato mezzi termini chiamando in causa Berlusconi, Schifani e Dell'Utri; accusandoli di essere quella parte di Stato che ha avuto rapporti con coloro che uccisero suo fratello Paolo, il video gela il sangue per le parole piene di coraggio che questo grande uomo riesce ad urlare ad una piazza di oltre un milione di persone ...... parole che uno come Bersani (che ha dichiarato giusto il non aver partecipato alla manifestazione) non osa neanche pensarle, figuriamoci a dirle in faccia a Berlusconi.
ECCO IL TESTO DELL'INTERVENTO: “Mi sento veramente ubriaco nel sentirmi in questa Italia in cui il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza e della contiguità ci sommerge mentre qui in questa piazza mi trovo con questo profumo di libertà. In questa piazza sento lo stesso profumo di libertà che quest’anno ho percepito in via d’Amelio, quando ho chiamato a raccolta il popolo delle agende rosse a impedire che il luogo di quella strage venisse profanato. Noi 17 anni fa abbiamo rifiutato i funerali di Stato perché sapevamo che mio fratello non era stato ucciso solo dalla mafia ma era stato ucciso anche da pezzi dello Stato . L’anno scorso è venuto a deporre la sua corona di fiori il presidente del senato Renato Schifani. Quello stesso Schifani che oggi non vuole parlare dei suoi rapporti societari con dei mafiosi. La seconda carica dello Stato si ammanta della sua posizione autorevole “per dire che è vilipendio alle istituzioni chiedergli conto di ciò che ha fatto”. Credo che il vero vilipendio alle istituzioni sia che persone come Schifani possano occupare le istituzioni. Questo è vero vilipendio: che persone come Berlusconi possano occupare poltrone come quella del capo del governo. Io una cosa voglio chiedere a Berlusconi: perché quando si iniziò a parlare del fatto che c’erano dei giudici che a Palermo, a Caltanissetta, a Firenze stavano indagando sulle stragi disse che c’erano delle procure che stavano complottando contro di lui, quando ancora non c’era nessun avviso di garanzia e non si parlava di Berlusconi. Eppure disse che ci sono procure che complottano contro di noi. Io penso che invece sia un’ammissione di colpa. Oggi sul capo del governo stanno venendo fuori cose che, fino a oggi, Berlusconi è riuscito a nascondere circostanze che stanno venendo fuori grazie ai collaboratori di giustizia che ci stanno parlando di quest’uomo e di come è arrivato al potere affermando la verità su come è nato il suo partito. Ed è per questo che siamo qui oggi, per dire che la mafia deve essere cacciata dallo Stato. Berlusconi deve esercitare il suo diritto a farsi processare davanti a quei giudici che lui dice di essere dei deviati mentali. Se non farà questo passo per far dissipare i dubbi su di lui come possiamo accettare un presidente del consiglio che ha trattato con la criminalità organizzata e il cui partito è stato messo in piedi con i capitali della criminalità organizzata? Come possiamo accettare un presidente del consiglio che viene sottoposto al ricatto della criminalità organizzata? Noi non dobbiamo permettere che questo succeda. Non dobbiamo permettere che sia la criminalità organizzata a cacciarlo da quel posto. Perché è questo che, secondo alcuni pentiti, sta succedendo. Dobbiamo essere noi a cacciare Berlusconi dal posto in cui si trova! Pare che la criminalità organizzata lo voglia togliere da quel posto perché non ha rispettato i patti. Sta succedendo quello che è successo a Lima. Adesso forse la mafia ritenendo che non abbia rispettato i patti lo vuole far cadere. Ma io dico: che cosa Berlusconi avrebbe dovuto fare più di questo se tutte le leggi che sono state fatte sono delle cambiali che sono state pagate alla criminalità organizzata? Grazie a questo Presidente del Consiglio cosa ne è delle leggi sui collaboratori di giustizia?Lo scudo fiscale che cos’è se non un riciclaggio di Stato? Tutte queste leggi sono delle cambiali che (Berlusconi, ndr) sta pagando a chi lo ha messo in quel posto". Salvatore Borsellino ha ricordato poi la gravità della legge sui beni confiscati messi all’asta che verranno ricomprati attraverso quei capitali mafiosi che rientreranno in Italia attraverso lo scudo fiscale. “Non viviamo più in un Paese sorretto dalla Costituzione Democratica ma in un Paese in cui i principi sono retti dal manifesto di rinascita democratica della P2. Oggi al potere c’è la massoneria e la criminalità organizzata. Berlusconi dice che le indagini in cui i giudici complottano contro di lui sono vecchie storie. Ma sono vecchie storie un giudice che mentre suonava il campanello della madre è stato fatto a pezzi? Sono vecchie storie i pezzi di Emanuela Loi che sono stati mandati dentro una bara a Cagliari con tanto di fattura di trasporto? E’ lo stesso Stato che paga i voli di escort e prostitute. “Quei ragazzi sono eroi e non Vittorio Mangano!” Poi, riferendosi direttamente al capo del Governo, ha detto: “Quelli sono i tuoi eroi! I nostri eroi hanno un altro nome, si chiamano: Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cusina. Sono i ragazzi che facevano la scorta a Paolo. Ragazzi che come tanti altri si erano messi in fila dietro la sua porta per chiedergli di fare la sua scorta. Erano servitori dello Stato che si mettevano in fila per andare a morire. Andate dai vostri eroi! Andate sulla tomba di Vittorio Mangano a mettere le vostre corone. Le mie agende rosse non vi faranno mettere più piede in via d’Amelio! Oggi in mezzo a queste agende rosse ci sono mille Emanuela Loi, mille Walter Cusina… E sono questi i ragazzi con cui noi faremo la scorta a quei giudici che finalmente stanno cercando di togliere il velo su queste stragi. Faremo la scorta a Sergio Lari, faremo la scorta ad Antonio Ingroia, a Nino Di Matto…. Questi giudici non ce li potranno uccidere! Perché queste persone noi le onoriamo e di loro abbiamo fiducia. Che Berlusconi vada via dall’Italia. Vogliamo che in questo Paese si ritorni a sentire il fresco profumo di libertà che oggi sento in questa piazza”.
Io c'ero ..... ed è stata una grande emozione ............. e la certezza di Salvatore è che via D'Amelio fu strage di Stato. Un elogio a "Società Civile" che nell'Abruzzo sta realmente svegliando le coscienze dei cittadini.
Per rinfrescare la memoria dei più distratti pubblico qui sotto il video dell'intervento di Salvatore Borsellino a Piazza Farnese del 28 gennaio 2009, vi assicuro che ascoltare questo grande uomo mette davvero i brividi, si ritorna al giorno della strage in un secondo:
Genchi sotto controllo(dal blog di Grillo) I Carabinieri del Ros stanno perquisendo la casa e l'ufficio di Genchi. Casa Rutelli non ancora. Ma forse è solo questione di tempo. "Pliz vizit mai haus. Cicciobello haus". Il presidente del Copasir è stato chiamato in causa da Genchi, ex consulente di Luigi De Magistris, poi rimosso. Pliz vizit Rutelli and Saladino hausis. Uai not?
Lo diceva Salvatore Borsellino, ma pochi lo ascoltavano. Lo diceva lui che Genchi non stava pagando per Why Not, ma per cose molto più grandi. Ma né io né lui potevamo sapere che in quell’indagine emergevano nomi che Gioacchino Genchi aveva già incontrato durante le indagini su Via D’Amelio coordinate dalla procura di Caltanissetta. Ma Salvatore questo lo diceva da tempo, come se lo sentisse, come se fosse certo che tutti i guai di Genchi venivano da quella via e da quella data: Via D’Amelio, 19 luglio 1992. Certo, in Why Not e nelle inchieste calabresi Genchi aveva scomodato dall’impunità di Stato alcuni intoccabili, aveva portato alla luce frequentazioni deprecabili e comitati d’affari protetti dai politici più insospettabili. Ma forse, come sentiva Salvatore Borsellino, la madre di tutti i mali viene da quella via e da quella data: Via D’Amelio, 19 luglio 1992. E ora arriva anche la conferma dello stesso Gioacchino Genchi, che a poche ore dalla perquisizione nei suoi uffici e presso la sua abitazione da parte dei Ros dei carabinieri (lo stesso reparto operativo che OMISE di perquisire il covo di Totò Riina dopo il suo arresto), ha dichiarato: "Il motivo della mia delegittimazione nasce dalle inchieste sui mandanti esterni della strage di via D'Amelio in cui morì il giudice Borsellino e gli agenti della sua scorta. Nell'inchiesta Why not, in cui ho collaborato con il procuratore De Magistris, ho ritrovato, senza volerlo, le stesse persone in cui mi ero imbattuto nelle indagini di Caltanissetta sui mandanti esterni di quella strage". E’ una conferma atroce che la dice lunga su quello che c’è dietro quella strage. Chi tocca Via D’Amelio muore, chi fisicamente, chi professionalmente. E se Genchi sta parlando di questo, è perché è conscio che ormai rimane poco tempo per parlare, per raccontare. Qualcuno lo fermerà, in ogni modo, dalle manette a tutto il resto. Il copione atto a screditare il consulente tecnico più richiesto d’Italia prosegue la sua marcia, e ora anche la Polizia, per cui Genchi ha prestato servizio e da cui si era messo in aspettativa non retribuita, affila le armi: il dipartimento della Pubblica sicurezza ha avviato un procedimento disciplinare contro di lui, e rischia ora la sospensione dal servizio. Il procedimento disciplinare - secondo quanto si è appreso - si riferisce al contenuto di una intervista, definita "non autorizzata", che il funzionario ha rilasciato al settimanale Left. Tutto coincide, tutto ritorna. Come per Luigi De Magistris, il regime inizia a stritolare l’eretico, il rivoluzionario che svela l’imbarazzante nudità delle istituzioni. Dalla politica, che ha praticamente “dettato” questa perquisizione, come ha dichiarato l’avvocato Fabio Repici, legale di Genchi, continuano ad arrivare gli ordini di scuderia per magistrati e reparti speciali dei carabinieri. Maurizio Gasparri ha dichiarato: “Cosa aspettano ad arrestarlo”? Io non credo sia una fantasia. Il mio parere è che stiano cercando tutto il possibile per cambiare l’accusa in un qualche reato che preveda l’arresto. La cosa fondamentale di fronte a tutto questo è che tutti sappiano, è che ognuno di noi sia perfettamente cosciente del perché tutto questo sta avvenendo. Potrà accadere di tutto, dall’arresto di Genchi, alla sua diffamazione a reti unificate e a giornali uniti, alla sua delegittimazione per far sì che quello che ha scoperto diventi carta straccia. Ormai non resta che parlare e raccontare tutto, al di là di ogni rischio. Talvolta parlare, come fece De Magistris, ti può distruggere la carriera ma ti può salvare la vita. E’ avvilente e drammatico, ma dobbiamo tenere duro.
Chi ha paura di Gioacchino Genchi?(dal blog di Antonio Di Pietro) La procura di Roma ha disposto la perquisizione dell'abitazione-ufficio del consulente informatico Gioacchino Genchi, nell'ambito dell'inchiesta in cui è indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy. Ad eseguire il mandato i ROS. Genchi, indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy, dopo 20 anni di collaborazione come consulente delle istituzioni, ad un tratto il suo nome viene pubblicato su tutti i giornali, passa su tutti i Tg come uomo a cui Luigi De Magistris affidava le intercettazioni nelle indagini Why Not e Poseidon. I politici fanno quadrato contro De Magistris e Genchi, tutti, ad eccezione dell’Italia dei Valori. In Senato Francesco Rutelli, presidente del Copasir, il “Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”, nell’ambigua posizione di persona interessata dalle indagini sulle intercettazioni, come ha dichiarato lo stesso Genchi anche in un’intervista apparsa il 27 febbraio nel blog di Grillo e ripresa anche nel mio blog, relaziona sulle verifiche condotte sull’operato del consulente. Relazione che descrive pericoli ed irregolarità con numeri da grandi occasioni: tra i 14 e i 18 milioni di righe di traffico telefonico archiviate in pochi giorni. Il Sisde compare tra gli organi intercettati. Inaudito, e scoppia la falsa indignazione del Parlamento. Nessuno prendere in considerazione le parole del pm De Magistris che liquida le dichiarazioni di Rutelli ed "il caso Genchi" come "una grande bufala" per screditare la validità dei risultati nelle indagini a lui sottratte. Chi ha paura di Genchi? Oppure: da quando si è cominciato a parlare di Gioacchino Genchi? La risposta a una di queste domande spiegherebbe tutto. Il suo nome è legato ad un filo d’arianna che conduce all’inchiesta Why not attraverso Luigi Apicella, il procuratore di Salerno rimosso dall’ordine e sospeso dallo stipendio per aver avviato la perquisizione ed il sequestro degli atti ai colleghi di Catanzaro. Passa attraverso il giornalista Carlo Vulpio del Corriere della Sera rimosso anche lui dal direttore della sua testata dopo due anni di articoli sulle inchieste Poseidon e Why not. Ancor prima passa attraverso il capitano Pasquale Zacheo, il «braccio destro» di De Magistris nell'inchiesta «Toghe lucane», trasferito con urgenza. Arriva fino al pm Luigi De Magistris a cui furono sottratte le indagini in questione con un trasferimento di sede ed il cambio di funzioni giudiziarie. De Magistris si avvaleva di Gioacchino Genchi per decodificare i tabulati telefonici, così come a vario titolo se ne sono servite le istituzioni per molti anni. Gioacchino Genchi non intercettava quindi, semmai assemblava del tutto legittimamente tabulati telefonici forniti di volta in volta dai magistrati. L’inchiesta Why not riguarda miliardi e miliardi di euro di fondi pubblici e finanziamenti scomparsi dietro un sistema politico ed affaristico da far tremare il sistema Paese. La colpa di Giacchino Genchi potrebbe dunque essere quella di essersi trovato al momento giusto nell’indagine “sbagliata”. Un’indagine il cui esito avrebbe certificato l’esistenza di una nuova P2, attiva e saldamente alla guida delle più importanti funzioni dello Stato.
Popolo della rete ......... restiamo vicini a Gioacchino in questo momento difficile nel quale sta subendo il duro attacco del regime imperialista travestito da buongoverno.
Siamo alle solite, ieri sera il programma "telecamere" in onda abbondantemente oltre le 24:30, ha trattato "l'attacco a Napolitano", avendo cura di metterlo in scaletta dopo la storia di Giovanni Rana, e dopo aver parlato del made in Italy con un sottosegretario del Governo del quale francamente non ricordo il nome, il quale si è poi intrattenuto in studio per dare il suo commento sul servizio della manifestazione, un commento uguale a tutti i vergognosi diktat parlamentari contro Di Pietro che abbiamo sentito dopo Piazza Farnese.
Il servizio è stato quantomeno incompleto, si è sottolineato solo ciò che si è detto a proposito di Napolitano, che tra l'altro io condivido in pieno, è stato fatto vedere Grillo che dava dello "scemo" a Veltroni (e come dargli torto?), ma non è stato fatto sentire un cenno del discorso di Salvatore Borsellino che ha tirato in ballo più volte Berlusconi e Dell'Utrie le loro fraquentazioni poco chiare nei giorni delle stragi, non è stato neanche nominato, non si è parlato del fatto che la manifestazione ha ruotato intorno al "tema" della giustizia che è stata messa gravemente in pericolo dal potere politico, non è stato detto che Borsellino ha detto che suo fratello lo hanno ucciso con le bombe, mentre adesso stanno uccidendo De Magistris, la Forleo e Apicella senza bombe ma con l'umiliazione, con l'esproprio dei propri poteri e delle proprie competenze ogni volta che si arriva con un'indagine a toccare i poteri politici che contano.
Anna La Rosa ieri sera ha dato l'ennesimo esempio di pessimo giornalismo preorientato e non al servizio del cittadino, come quasi tutti i telegiornali della televisione ............... il giorno della manifestazione "matrix" parlava di cabaret, mentre "porta a porta" del compianto Mino Reitano, che mi stava pure simpatico, ma quella sera c'era ben altro di cui parlare, invece buio totale.
E' anche per questi motivi che darò disdetta al canone Rai, che si fa pagare per non informare, che è strapiena di pubblicità, che fa programmi (tolte due o tre eccezioni) inguardabili, chiunque volesse dare disdetta Rai trova le istruzioni nel blog di Grillo http://www.beppegrillo.it/iniziative/cancelliamoilcanone/index.html?s=user
(ASCA) - Roma, 19 gen - Sospeso dallo stipendio e dalle funzioni. E' questa la punizione con cui la sezione disciplinare del Csm ha deciso di sanzionare il comportamento del procuratore di Salerno, Luigi Apicella, nella vicenda dello scontro fra procure sul caso De Magistris. Trasferiti di ruolo e funzione i pm Gabriella Nuzzi, DionigioVerasani e il pg di Catanzaro Enzo Iannelli. ''Assolti'' Alfredo Garbati, Domenico De Lorenzo e Salvatore Curcio. "
"Con questa decisione il CSM ha scritto una delle pagine più nere della recente storia della giustizia italiana" Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, BennyCalasanzio insieme al comitato promotore della manifestazione formato da diversi esponenti della società civile saranno a Roma in Piazza Farnese, il 28 gennaio alle ore 9, per manifestare contro l'inaccettabile epilogo del caso "De Magistris". Non è più ora di stare a guardare e di delegare ad altri ciò che è un nostro dovere; scendere in piazza e manifestare.
Diffondete la notizia della protesta tra comitati, associazioni e liberi cittadini e di aggregare quante più persone possibili. da http://www.familiarivittimedimafia.com/
Alla manifestazione a sostegno del procuratore di Salerno Luigi Apicella saranno presenti anche Grillo, Travaglio e Vulpio.
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Ma come mai la nostra ministra Prestigiacomo faccia finta di niente rispetto allle navi affondate nei fondali dei nostri mari?
Premetto, navi contenenti rifiuti tossici, come da indagini del giornalista Gianni Lannes.
Ma come mai dal 1974 fino ai giorni nostri è stato fatto scempio di una delle più belle coste italiane, senza tener conto delle ripercussioni sul nostro organismo e soprattutto quello dei nostri figli?
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